M² – Meridiano Moda: una ricetta in 9 punti per il rilancio dell’Italian Style
Proposte di intervento per il rilancio del settore, puntando su innovazione, sostegno al credito, tracciabilità volontaria e nuove formule commerciali
Fonte: Ufficio stampa Unioncamere www.unioncamere.it
Roma, 2 febbraio 2010 27,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all'11% della ricchezza prodotta da tutta l'industria manifatturiera italiana; 41,9 miliardi di euro (l'11,5% del totale) di esportazioni; 16,5 miliardi di euro di attivo della bilancia commerciale; un milione di occupati, il 61% dei quali è donna.
Sono i numeri del Sistema moda italiano nel 2008. Cifre consistenti, che fanno dell'Italian Style, all'interno del quale operano quasi 70.000 aziende (fonte Eurostat) del Tessile, Abbigliamento, Concia, Pelletteria e Calzature, uno dei settori primari della nostra economia
Un settore nel quale, peraltro, l'Italia ha una assoluta posizione di leadership a livello internazionale, ma che negli ultimi due anni ha subito fortemente l'impatto della crisi economica, che ha prodotto, tra il 2008 e il 2009, una riduzione del fatturato, del saldo commerciale e degli ordinativi dell'ordine del 30-40%, ha provocato un forte ricorso alla Cassa integrazione guadagni e ha costretto alla chiusura 1.900 imprese.
A questo universo economico che tutto il mondo ci invidia, Italian Textile Fashion (ITF), insieme a Unioncamere e con il supporto operativo di The European House-Ambrosetti ha dedicato un Rapporto strategico che costituisce parte integrante di M² Meridiano Moda, il progetto, svoltasi tra luglio 2009 e febbraio 2010, del quale oggi si presentano i principali risultati.
Secondo il Vice Ministro dello Sviluppo Economico AdolfoUrso nell'epicentro della crisi economica internazionale l'industria dell'eleganza made in Italy ha continuato a contribuire sensibilmente alla crescita complessiva della ricchezza italiana: la bilancia commerciale del settore ha fatto registrare un attivo di 16,5 miliardi di euro. Il Sistema Moda nel suo complesso, seppur con qualche difficoltà, ha giocato un ruolo fondamentale all'interno della bilancia commerciale del Paese. Per superare a pieno la congiuntura mondiale occorre però uno sforzo comune. Accogliamo favorevolmente, in questo senso, le proposte di intervento per il rilancio del settore presentate qui oggi, nella speranza che le imprese della moda si aggreghino ed esaltino le loro strutture dimensionali anche attraverso il modello vincente dei distretti. Da parte mia ha continuato il Vice Ministro - assicuro l'impegno del Governo che, dopo essersi fatto promotore in sede europea del dossier sul "Made in", seguirà con attenzione nelle prossime settimane la ridefinizione del quadro regolamentare relativo alla tracciabilità ed etichettatura obbligatoria dei prodotti al fine di tutelare sia le nostre imprese che i consumatori finali.
Il potenziale espresso dalle imprese del made in Italy è ancora molto elevato, malgrado il forte impatto della crisi, ha evidenziato il vice presidente di Unioncamere, Carlo Longo. Tuttavia, per consentire alle aziende di intercettare la ripresa, sono indispensabili interventi mirati ed urgenti che seguano due direzioni: affermare e realizzare la tracciabilità, non soltanto delle origini, ma anche della qualità dei prodotti;rafforzare la capacità di fare rete sul territorio tra imprese, le istituzioni, il sistema della ricerca pubblica, l'offerta di manodopera qualificata, la dotazione locale di servizi reali e finanziari. Il prodotto, inoltre, dovrebbe essere valorizzato lungo tutto il suo percorso di vita: dal produttore fino all'esercizio commerciale per accrescere il suo appeal facendo capire al consumatore la qualità intrinseca dei nostri manufatti.
Con il progetto M² Meridiano Moda il Sistema delle Camere di Commercio ha voluto creare una piattaforma indipendente, apartitica e professionale di approfondimento dove gli Operatori e le Associazioni del settore, le Istituzioni, il Sistema Bancario-Finanziario, i Sindacati e i Consumatori possono interagire tra loro, al fine di identificare le scelte strategiche e le azioni concrete più opportune per il futuro del settore afferma Luca Mantellassi, Presidente di ITF Al centro del progetto un obiettivo comune: tutelare e valorizzare la Filiera Moda, vero e fondamentale driver del futuro competitivo del Sistema Moda italiano.
L'impatto della crisi
Nonostante gli indubbi punti di forza del settore, negli ultimi due anni il Sistema Moda italiano ha attraversato con grandi difficoltà la crisi economico-finanziaria globale iniziata nell'ultimo quadrimestre del 2008. Una dettagliata analisi su una serie di indicatori finanziari relativi ad un campione di oltre 2.700 imprese del settore redditività, patrimonializzazione, indebitamento, capacità di generazione del valore e livello degli investimenti - fa emergere una situazione di maggiore criticità nei comparti della Concia e del Tessile (al cui interno la filatura sembra essere il sotto-settore in maggiore difficoltà). Si tratta, in entrambi i casi, di un asset strategico del settore Moda italiano che tuttavia sta scontando sempre più duramente un progressivo calo dei volumi dovuto (al di là della difficile congiuntura economica attuale) ad un progressivo spostamento di produzione delle fasi a monte in altre aree del Mondo (come, ad esempio, il Far East). I settori a monte italiani presentano infatti notevoli difficoltà competitive su scala globale, a causa dell'elevata zavorra di investimenti fissi necessari per alimentare l'attuale modello di business, dei differenti parametri di costo del lavoro e delle normative di sicurezza.
A fronte della sofferenza del Tessile e della Concia delle pelli, il settore dell'Abbigliamento rappresenta il perno portante dell'intero sistema, seppur anch'esso presenti diversi punti di debolezza, tra cui il livello di indebitamento e un elevato fabbisogno di capitale circolante.
La Pelletteria e le Calzature rappresentano invece i settori più sani e solidi all'interno delle industrie del Sistema Moda.
Nato nel 2005, ITF è l'organismo intercamerale per la Filiera Moda che riunisce Unioncamere, quattro Unioni regionali (Abruzzo, Molise, Toscana e Veneto) ed oltre 20 Camere di Commercio italiane in cui opera il settore Moda, interessate a valorizzare il ruolo e l'importanza del comparto, stimolando il confronto tra i distretti e cercando soluzioni condivise per la crescita del settore.
Consulta la sintesi del Rapporto M² Meridiano Moda ITF
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