L’area metropolitana veneta tra Venezia, Padova e Treviso in primo piano nell’analisi dell’OCSE
Ottimi risultati per quanto riguarda produttività, occupazione, tasso di crescita.
Fonte: www.oecd.org
L'Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico OCSE ha recentemente pubblicato un'analisi territoriale approfondita sulla città-regione di Venezia, ossia sull'area metropolitana che comprende non solo la città di Venezia, la sua laguna e le 117 isole, ma anche le aree di referenza delle province di Padova e Treviso.
L'area metropolitana viene pertanto riconosciuta a livello internazionale, e in termini più che soddisfacenti: l'analisi spiega di come quest'area, che comprende un totale di 2,6 milioni di abitanti, abbia raggiunto un'interconnessione fondamentale e anzi da sviluppare ulteriormente per creare sinergie in un sistema policentrico.
Si sottolinea come quest'area veneta rappresenti una delle economie più sviluppate in Italia. Si tratta infatti di una delle zone più visitate al mondo e ciò si può ricollegare non solo al fascino storico di Venezia ma anche alle bellezze paesaggistiche e artistiche site in tutta la regione del Veneto, così come a eventi enogastronomici e sportivi di richiamo e vanta una tradizione manifatturiera di rilievo con una particolare vocazione all'export.
L'OCSE riconosce il successo dell'area metropolitana con un alto tasso di produttività , un PIL pro capite interno molto simile alla media delle altre regioni metropolitane dell'OCSE, e un modesto tasso di disoccupazione (secondo dati del 2008, un 3,5%). Secondo questo studio, il tasso di occupazione è assimilabile ai tassi di grandi capitali come Bruxelles, Vienna e Seoul mentre il tasso di disoccupazione è inferiore a quello di regioni complessivamente più ricche come San Diego, Melbourne, Phoenix, Tokyo o Washington D.C.
L'unica nota parzialmente negativa è riferita agli indicatori di innovazione: vengono evidenziati infatti una bassa percentuale di giovani laureati (9,5%), spese limitate in R&S (0,72% del PIL nel 2003, contro la media europea dell'1,97%).
L'analisi prosegue con dei suggerimenti per una trasformazione positiva di alcuni dei parametri citati: in particolare, molta importanza viene attribuita alla connessione attiva tra università e aziende e allo sviluppo aziendale delle PMI, azioni indispensabili per uno sviluppo orientato all'innovazione.
La cooperazione orizzontale tra le diverse città coinvolte, sia da un punto di vista turistico sia ambientale e infrastrutturale, ha, a sua volta, una rilevanza notevole.
I punti forti dell'area metropolitana veneta ossia un solido tessuto imprenditoriale di PMI e un modello distrettuale di successo, con alla base un fattore umano caratterizzato da grande determinazione e un sistema economico orientato verso l'esterno e perciò già avvezzo all'export fanno sì che esistano già le basi su cui fondare un ulteriore sviluppo concreto, che dev'essere mirato alla capitalizzazione dell'imprenditorialità, flessibilità e cosmopolitismo caratteristici di questo territorio, senza dimenticare un'attenzione peculiare ai temi dell'acqua e della terra.
Si veda l'indice dell'analisi, in inglese, nel sito ufficiale dell'OCSE.
Traduzione e sintesi a cura della redazione di trevisosystem.com




